HitsMap

Protagonisti del Rinascimento

Galileo Galilei

Galileo Galilei

Contributi e opere

Galileo Galilei è l'uomo che ha osato guardare il cielo in un altro modo, e che lo ha misurato. Nel 1609 perfeziona il cannocchiale e lo punta verso gli astri: nel giro di pochi mesi manda in frantumi un cielo vecchio di duemila anni. La Luna non è più una sfera liscia e perfetta, ma un mondo di montagne e crateri. Giove si circonda di quattro satelliti che gli ruotano attorno: li battezza «astri medicei», in omaggio ai suoi protettori fiorentini. Venere mostra le fasi, come la Luna; la Via Lattea si rivela un pulviscolo di stelle innumerevoli. Raccoglie queste scoperte nel Sidereus Nuncius (L'annuncio delle stelle, 1610), che lo rende celebre in tutta Europa.

Ma la sua audacia non si ferma al cielo. In fisica formula le leggi della caduta dei gravi e del moto, e intuisce il principio d'inerzia. Soprattutto, fonda un modo nuovo di conoscere: osservare, misurare, sperimentare, poi tradurre la natura in matematica. Il libro dell'universo, sostiene, è scritto in linguaggio matematico. È questo il suo lascito più profondo: il metodo sperimentale, fondamento di tutta la scienza che verrà dopo di lui.

Aneddoto memorabile

Per dare un nome alle quattro lune di Giove, Galileo non sceglie a caso: le dedica alla famiglia Medici, gli «astri medicei». Il gesto è tanto scientifico quanto politico: cerca un posto e una pensione a Firenze, che infatti otterrà. La scoperta del cielo si accompagna a una scaltra manovra di corte. Qualche anno più tardi, quelle stesse lune, prova che non tutto ruota attorno alla Terra, diventeranno capi d'accusa nella grande battaglia che lo opporrà alla Chiesa.

Influenze ricevute

Niccolò Copernico e il sistema eliocentrico; Archimede per la meccanica e la matematica; restano da precisare le letture e i maestri pisani e padovani della sua formazione.

Influenze esercitate

Isaac Newton per la meccanica; la rivoluzione scientifica europea; l'intero metodo sperimentale moderno.

Importanza storica

Galileo è la figura di svolta per eccellenza: chiude il Rinascimento e apre l'età della scienza. Legando osservazione, esperimento e matematica, inventa il modo stesso in cui interroghiamo il mondo. Il suo processo del 1633 ne fa anche un simbolo doloroso: quello dello studioso schiacciato dal dogma, costretto ad abiurare una verità che aveva visto con i propri occhi. Lo si chiama il padre della scienza moderna, e la storia gli ha dato ragione ben dopo la sua morte, facendo del suo cielo nuovo il nostro.