HitsMap

Musei del Rinascimento

Galleria Estense

Modena

Galleria Estense
SIG SG 510 · CC0 — Wikimedia Commons

Collocata all'ultimo piano del Palazzo dei Musei, la Galleria Estense è tra le più importanti gallerie di pittura d'Italia. Non è nata da un lascito isolato né da una moderna fondazione museale, ma dal lungo desiderio di una dinastia: gli Este, signori e poi duchi di Ferrara, Modena e Reggio, che per oltre due secoli furono tra i mecenati più avveduti della penisola. Ciò che oggi si scopre in queste sale è dunque la memoria di un gusto principesco, pazientemente accumulato, spostato, talvolta mutilato, ma mai privo di coerenza. Vi si attraversa la pittura ferrarese del Quattrocento, il manierismo emiliano del Cinquecento, la dolcezza sapiente del Correggio, prima che vi si aggiunga — occorre dirlo subito per non confondere gli strati — un versante nettamente barocco, quello del Bernini e di Velázquez, posteriore al Rinascimento.

Gli Este e la loro collezione

La storia della galleria si confonde con quella del potere estense. A lungo insediati a Ferrara, dove la loro corte fu uno dei focolai dell'umanesimo italiano, gli Este raccolsero dipinti, sculture, medaglie e oggetti preziosi nelle residenze di famiglia. Nel 1598, alla morte di Alfonso II senza eredi diretti, Ferrara tornò allo Stato pontificio; il ramo cadetto, guidato da Cesare d'Este, si ritirò a Modena, portando con sé una parte considerevole delle sue collezioni. Questo trasferimento del 1598 è il gesto fondativo della galleria modenese: spiega perché una città dell'Emilia conservi oggi un fondo così profondamente segnato dall'arte di Ferrara.

I duchi di Modena, primo fra tutti Francesco I d'Este, proseguirono l'opera di collezione nel Seicento. La galleria conobbe poi delle vicissitudini: una parte notevole dei dipinti sarebbe stata venduta nel Settecento all'elettore di Sassonia e si troverebbe oggi a Dresda, episodio spesso citato per misurare ciò che Modena ha perduto. Il nucleo rimasto in loco, riorganizzato nel corso dei secoli, forma la Galleria Estense così come la conosciamo, aperta al pubblico nell'ambito del Palazzo dei Musei.

Cosmè Tura e la scuola ferrarese

Il cuore rinascimentale della galleria è senza dubbio il suo fondo ferrarese. Cosmè Tura (1430 circa-1495), presunto fondatore di questa scuola singolare, vi è rappresentato da opere in cui si legge una maniera aspra, nervosa, quasi metallica: figure spigolose, panneggi taglienti, luce minerale. La pittura di Ferrara, con Tura, Francesco del Cossa ed Ercole de' Roberti, sviluppò nel Quattrocento un linguaggio a sé, nutrito di influenze fiamminghe e padovane, lontano dalla dolcezza toscana. Vedere questi pannelli a Modena significa comprendere perché la corte estense fu un laboratorio visivo oltre che un luogo di potere. La galleria prolunga questo racconto con maestri veneziani di cui la collezione si è arricchita — vi si ricollegano tradizionalmente opere di Giovanni Bellini e di Cima da Conegliano —, testimoni degli scambi tra Ferrara e la laguna. Le attribuzioni e l'esatta collocazione di questi pezzi richiedono la consueta prudenza.

Dosso Dossi e il Correggio

Nel Cinquecento, la pittura ferrarese si rinnova con Dosso Dossi (1486 circa-1542) e il fratello Battista Dossi, pittori di corte di Alfonso I. In Dosso, il Rinascimento si tinge di un'immaginazione poetica e talvolta fantastica: paesaggi luminosi, figure mitologiche, atmosfere che si sono potute avvicinare all'universo dell'Ariosto, poeta anch'egli legato agli Este. Le loro opere sono tra i fiori all'occhiello del museo.

Accanto a loro, la galleria conserva dipinti del Correggio (Antonio Allegri, 1489 circa-1534), uno dei più grandi maestri dell'Emilia, nativo della regione. La sua pittura, tutta sfumato e tenerezza, arditi scorci e chiarori madreperlacei, annuncia già gli sviluppi del secolo successivo senza mai abbandonare il terreno del pieno Rinascimento. L'incontro, in uno stesso luogo, dell'asprezza ferrarese di Tura e della soavità correggesca offre uno dei contrasti più istruttivi della pittura italiana.

Lo strato barocco da distinguere

Sarebbe fuorviante presentare la Galleria Estense come un museo puramente rinascimentale. Il regno di Francesco I d'Este (Seicento) vi ha lasciato un'impronta schiettamente barocca, che conviene tenere distinta dal fondo precedente. Due capolavori la incarnano. Il primo è il busto marmoreo di Francesco I d'Este di Gian Lorenzo Bernini (il Bernini): scultura di apparato dal panneggio vorticoso e dallo sguardo vivo, appartiene pienamente all'arte barocca romana, non al Rinascimento. Il secondo è il ritratto di Francesco I d'Este di Diego Velázquez, altro vertice del Seicento. Vi si aggiungono tele del Guercino (Giovanni Francesco Barbieri), anch'egli barocco emiliano. Queste opere, prestigiose, non vanno annoverate tra gli strati rinascimentali: testimoniano un momento di gusto posteriore, in cui il duca cercava di magnificare la propria immagine attraverso i più grandi artisti del suo tempo.

Portata

La Galleria Estense vale al tempo stesso come collezione e come documento. Mostra, quasi in sezione, la traiettoria di una dinastia di mecenati, dalla Ferrara umanista del Quattrocento alla corte barocca di Modena. Per chi si interessa al Rinascimento, è una tappa obbligata: in nessun altro luogo la scuola di Ferrara è così leggibile, e la presenza del Correggio vi radica l'Emilia nella grande pittura. La sua fama supera largamente la città, e figura tra le gallerie pubbliche italiane di primo piano.

Cosa vedere assolutamente

  • I pannelli di Cosmè Tura, cuore della scuola ferrarese del Quattrocento.
  • Le opere di Dosso Dossi e Battista Dossi, immaginazione poetica della corte di Alfonso I.
  • I dipinti del Correggio, sfumato e grazia del pieno Rinascimento emiliano.
  • I pezzi veneziani ricollegati a Bellini e Cima da Conegliano (attribuzioni da verificare in loco).
  • Il busto di Francesco I d'Este del Bernini — capolavoro barocco, da distinguere dal fondo rinascimentale.
  • Il ritratto di Francesco I di Velázquez, vertice del Seicento spagnolo conservato a Modena.

Informazioni pratiche

La galleria occupa l'ultimo piano del Palazzo dei Musei, in piazza Sant'Agostino, nel centro di Modena. Orari e tariffe possono variare a seconda della stagione e della programmazione: è prudente verificare presso l'istituzione prima di ogni visita. L'allestimento delle sale può cambiare in base a restauri, prestiti e riordini; alcune opere qui menzionate possono essere temporaneamente spostate o non esposte.

Quiz

In quale anno la collezione degli Este viene trasferita da Ferrara a Modena? Nel 1598, dopo il ritorno di Ferrara allo Stato pontificio.

Quale pittore aspro e nervoso fonda la scuola ferrarese rappresentata nella galleria? Cosmè Tura.

Il busto di Francesco I d'Este del Bernini appartiene al Rinascimento? No: appartiene all'arte barocca, posteriore al Rinascimento.

Altro a Modena