Collocata ai piani nobili del Palazzo dei Priori, nel cuore di Perugia, la Galleria Nazionale dell'Umbria (GNU) è il museo di riferimento per la pittura umbra, dal Medioevo alla fine del Rinascimento. Le sue sale dispiegano una storia dell'arte regionale di rara coerenza: i fondi oro dei primitivi, l'irruzione della prospettiva toscana, poi il fiorire di una scuola locale dominata dalla figura del Perugino, il maestro alla cui bottega avrebbe frequentato il giovane Raffaello. Insieme pantheon regionale e grande museo nazionale, la GNU offre un percorso in cui dialogano artisti provenienti da tutta l'Italia centrale.
Il museo e il Palazzo dei Priori
Il Palazzo dei Priori, uno dei più imponenti palazzi comunali d'Italia, fu edificato a partire dalla fine del XIII secolo e ampliato nel corso del tempo; esso incarna la potenza del comune medievale di Perugia. È in questo scrigno gotico, che domina la Piazza IV Novembre e la Fontana Maggiore, che il museo trova posto ai piani superiori.
La costituzione delle collezioni risale a cavallo tra Settecento e Ottocento: dopo le soppressioni degli ordini religiosi e la secolarizzazione di una parte del patrimonio ecclesiastico, numerose pale d'altare lasciarono chiese e conventi della città e della regione. Prima un'accademia del disegno, poi una galleria municipale, riunirono queste opere. Passato sotto la tutela dello Stato, il museo assunse lo statuto di galleria nazionale. Ha conosciuto diverse campagne di riallestimento, l'ultima grande riapertura avendo profondamente rinnovato il percorso museografico e l'illuminazione delle sale. Il filo conduttore resta lo stesso: mostrare, in ordine cronologico, la nascita e l'apogeo della pittura in Umbria.
Il Perugino, gloria della città
Pietro Vannucci, detto il Perugino (1450 circa - 1523), è l'anima del museo. La GNU conserva uno degli insiemi più importanti al mondo di questo maestro che diede il proprio nome d'uso alla città. Vi si ammirano tavole, pale d'altare e frammenti che testimoniano la sua arte dello spazio luminoso, dei suoi dolci paesaggi punteggiati da alberi esili, e delle sue figure dai volti sereni, spesso con gli occhi socchiusi in una devozione raccolta. Tra i pezzi maggiori figurerebbe la decorazione dipinta per la Cappella dei Priori, dedicata a scene di santi protettori della città. La GNU consente così di misurare il ruolo del Perugino come cerniera tra l'eredità di Piero della Francesca, la lezione fiorentina e la scuola che avrebbe formato Raffaello.
Il polittico di Piero della Francesca
Opera capitale del museo, il polittico di Sant'Antonio (o polittico delle Agostiniane di Sant'Antonio delle Monache) è una delle rare grandi realizzazioni di Piero della Francesca conservate in Umbria. Questa vasta pala, strutturata all'antica su fondo oro nella sua parte centrale, si apre tuttavia su uno dei più sorprendenti esercizi di prospettiva del Rinascimento: il coronamento raffigurerebbe un'Annunciazione che dispiega una profonda galleria a colonne, tour de force spaziale che contrasta con l'arcaismo voluto del resto. Attorno alla Madonna col Bambino in trono si dispongono i santi, mentre la predella narra dei miracoli. Quest'opera riassume da sola la rivoluzione che Piero apportò all'arte dell'Italia centrale: rigore geometrico, luce cristallina, monumentalità serena delle figure.
Beato Angelico, Gentile e i grandi ospiti
La GNU non è soltanto un museo umbro: accoglie capolavori di artisti toscani e dell'Italia centrale che lavorarono per Perugia. Il polittico Guidalotti del Beato Angelico (Fra Angelico), dipinto per la chiesa di San Domenico, vi dispiega la dolcezza dei colori e la chiarezza compositiva del domenicano fiorentino, con la sua Madonna circondata da santi e la sua predella narrativa. Gentile da Fabriano, grande maestro del gotico internazionale, sarebbe anch'egli rappresentato, così come alcuni primitivi senesi: una tavola attribuita alla cerchia o alla bottega di Duccio di Buoninsegna ricorda l'irradiamento di Siena. Nemmeno la scultura è assente: frammenti legati ad Arnolfo di Cambio, in particolare in rapporto con una fontana monumentale scomparsa, testimoniano la presenza dei grandi scultori gotici in città.
Bonfigli, Fiorenzo di Lorenzo e la scuola umbra
Prima e attorno al Perugino, una generazione di pittori locali forgiò l'identità pittorica della regione. Benedetto Bonfigli (attivo nel XV secolo) è rappresentato dai suoi gonfaloni processionali e soprattutto dagli affreschi dipinti per la Cappella dei Priori, che illustrano episodi della vita di san Ludovico di Tolosa e di sant'Ercolano, con preziose vedute della Perugia medievale. Fiorenzo di Lorenzo, altra figura del Quattrocento perugino, prolunga questa vena locale. Al loro fianco, il museo documenta Pinturicchio (Bernardino di Betto), il brillante decoratore umbro dall'immaginazione lussureggiante e dal colore sfolgorante, la cui arte ornamentale conobbe un successo considerevole fino a Roma. Insieme, questi maestri compongono il panorama più completo che esista della scuola umbra, con i suoi paesaggi ampi, i suoi cieli luminosi e la sua tenera pietà.
Il posto del museo nella città
Visitare la GNU significa anche leggere Perugia. Dalle finestre del palazzo, lo sguardo abbraccia la piazza dove si ergono la Fontana Maggiore di Nicola e Giovanni Pisano e la facciata della cattedrale. Il museo si inserisce in un cuore storico rimasto sorprendentemente intatto, a pochi passi dal Collegio del Cambio decorato dal Perugino stesso. La Galleria non è dunque un deposito isolato, ma il focolare di un territorio artistico: fornisce le chiavi per comprendere le opere rimaste in situ nelle chiese della città e dell'intera Umbria.
Cosa vedere assolutamente
- Il polittico di Sant'Antonio di Piero della Francesca e la sua sorprendente Annunciazione in prospettiva.
- Il vasto insieme di opere del Perugino, tra cui la decorazione legata alla Cappella dei Priori.
- Il polittico Guidalotti del Beato Angelico, proveniente da San Domenico.
- Gli affreschi e i gonfaloni di Benedetto Bonfigli con le loro vedute della Perugia medievale.
- Le tavole di Pinturicchio e di Fiorenzo di Lorenzo, cuore della scuola umbra.
- I primitivi e i fondi oro (cerchia di Duccio, Gentile da Fabriano) e i frammenti scolpiti legati ad Arnolfo di Cambio.
Informazioni pratiche
Il museo occupa i piani superiori del Palazzo dei Priori, sul Corso Vannucci, nel centro storico di Perugia. L'accesso avviene a piedi dalla Piazza IV Novembre; essendo il centro pedonale e in posizione elevata, si raggiunge la città alta dai parcheggi periferici e dalle scale mobili. Per gli orari di apertura, le tariffe, i giorni di chiusura, la biglietteria online e le condizioni di accessibilità, si raccomanda vivamente di consultare il sito ufficiale della Galleria Nazionale dell'Umbria e i canali istituzionali, poiché queste informazioni sono soggette a variazioni.
Quiz
1. Quale pittore ha dato il proprio soprannome d'uso alla città di Perugia e domina le collezioni del museo?
- Pinturicchio
- Il Perugino
- Piero della Francesca
2. Di quale grande maestro il museo conserva il polittico di Sant'Antonio, celebre per la sua Annunciazione in prospettiva?
- Beato Angelico
- Gentile da Fabriano
- Piero della Francesca
3. In quale edificio è collocata la Galleria Nazionale dell'Umbria?
- Il Palazzo dei Priori
- Il Collegio del Cambio
- La cattedrale di San Lorenzo

