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Musei del Rinascimento

Galleria di Palazzo Bianco (Genova)

Genova

Galleria di Palazzo Bianco (Genova)
Alessandro.photographer · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons

Lungo via Garibaldi, l'antica Strada Nuova fiancheggiata dai suoi palazzi patrizi, Palazzo Bianco custodisce una delle grandi gallerie di pittura di Genova. Vi si legge, sala dopo sala, un Quattrocento e un Cinquecento in cui la città ligure fu un crocevia: accanto alle pale d'altare della scuola ligure e del suo maestro Ludovico Brea, la collezione dispiega un'eccezionale sezione di primitivi fiamminghi e nordici, eco diretta del grande porto e delle sue reti mercantili, oltre a un nucleo di maestri italiani. Il tutto composto in uno scrigno che, di per sé, ha ormai ben poco di rinascimentale.

Palazzo Bianco e i musei di Strada Nuova: precisazioni sullo scrigno

Il palazzo deve il suo nome — la «casa bianca» — alla chiara facciata. Le sue origini risalgono alla Genova del Cinquecento e all'orbita della famiglia Grimaldi, ma l'edificio che si visita oggi è in larga misura frutto di una ricostruzione condotta nel Settecento, poi di un restauro dopo le distruzioni della Seconda guerra mondiale. Occorre dunque distinguere nettamente lo scrigno dal suo contenuto: l'architettura visibile appartiene a epoche posteriori al Rinascimento, mentre la sezione che qui ci interessa è la collezione di pittura. Questa deve molto alla munificenza patrizia genovese, in particolare ai lasciti della famiglia Brignole-Sale, che fecero di Palazzo Bianco un museo civico. Insieme al vicino Palazzo Rosso e al Palazzo Doria-Tursi, esso forma il complesso dei musei di Strada Nuova, oggi iscritto, al titolo delle Strade Nuove e dei Palazzi dei Rolli, nella lista del patrimonio mondiale.

La pittura ligure del Rinascimento

Il cuore ligure della collezione si organizza attorno a Ludovico Brea (talvolta scritto Louis Bréa), figura maggiore della pittura della Liguria e della contea di Nizza a cavallo tra Quattro e Cinquecento. La sua arte di polittici e di pale d'altare devozionali, ancora nutrita di tradizioni gotiche ma via via aperta alle novità del Rinascimento, incarna una scuola regionale dalla personalità forte, a lungo richiesta dalle committenze ecclesiastiche del litorale. Attorno a lui gravitano altri testimoni della pittura ligure e dei suoi scambi con la Lombardia e il Piemonte: l'apporto lombardo, che si associa volentieri alla figura di Vincenzo Foppa, avrebbe potuto contribuire a questa circolazione delle forme, ma la presenza effettiva e l'attribuzione delle opere dipendono dall'allestimento e richiedono verifica. Pale e tavole devote danno così a vedere un Rinascimento di frontiera, mediterraneo e provinciale nel senso migliore, dove la devozione e l'ornamento hanno il primato.

I primitivi fiamminghi e l'asse Genova-Fiandra

È forse la sezione più sorprendente per il visitatore: una ricca presenza di pittura fiamminga e nordica, in cui si citano volentieri nomi come Hugo van der Goes, Gerard David e Hans Memling. Questa densità non ha nulla di casuale. Genova fu, per tutto il Quattro e il Cinquecento, uno dei grandi porti del Mediterraneo occidentale, e i suoi banchieri come i suoi mercanti intrattenevano stretti legami con le Fiandre, Bruges in primo luogo. I mercanti genovesi stabiliti nel Nord, o che con esso commerciavano, riportavano volentieri tavole devozionali fiamminghe, apprezzate per la loro minuzia e il loro splendore; l'asse Genova-Fiandra alimentò così durevolmente il gusto e le collezioni della città. Palazzo Bianco ne conserva la memoria fulgida, facendo dialogare la luce del Nord e la devozione italiana. La presenza in sala e l'attribuzione precisa di ciascuna di queste opere restano tuttavia da confermare secondo l'allestimento.

I maestri italiani del Rinascimento

Accanto ai liguri e ai fiamminghi, la collezione riunisce maestri italiani del Rinascimento, tra i quali si menzionano Filippino Lippi e, possibilmente, veneti come Veronese — presenze da verificare rispetto all'allestimento. Questo nucleo italiano allarga l'orizzonte toscano e veneto del percorso e conferma la vocazione della galleria ad abbracciare più centri della penisola. Una precisazione s'impone invece: il museo conserva anche opere barocche, e si cita in particolare un Caravaggio. Ora, Caravaggio appartiene al passaggio tra Cinque e Seicento e all'estetica barocca nascente; questi pezzi, come le altre tele del Seicento, sono posteriori al Rinascimento e non rientrano nella sezione di cui ci occupiamo. Testimoniano la ricchezza continua delle collezioni genovesi, ma appartengono a un altro capitolo della storia dell'arte.

Portata

La Galleria di Palazzo Bianco vale meno come monumento che come documento vivo di ciò che Genova fu nel Rinascimento: una potenza marittima e finanziaria il cui sguardo si rivolgeva simultaneamente verso l'entroterra ligure, verso la Toscana e Venezia, e verso le lontane Fiandre. Riunendo sotto uno stesso tetto le pale di Brea, le tavole dei primitivi del Nord e i maestri italiani, la collezione dà forma a questa posizione di crocevia mediterraneo e nordico. Ricorda che un grande porto non importa soltanto merci, ma immagini, stili e devozioni — e che la storia dell'arte del Rinascimento si gioca anche in queste circolazioni.

Cosa vedere assolutamente

  • Le pale e i polittici di Ludovico Brea, pietra di paragone della scuola ligure del Rinascimento.
  • La sezione dei primitivi fiamminghi (van der Goes, Gerard David, Memling, secondo l'allestimento), gioiello della galleria.
  • L'illustrazione concreta dell'asse Genova-Fiandra: capire perché tanta pittura del Nord si trovi qui.
  • I maestri italiani del Rinascimento, come Filippino Lippi, per allargare lo sguardo verso la Toscana.
  • La precisazione barocca: individuare il Caravaggio e le tele del Seicento come opere posteriori, da distinguere dalla sezione rinascimentale.
  • Lo scrigno settecentesco stesso, palazzo ricostruito e restaurato, da non confondere con un edificio rinascimentale.

Informazioni pratiche

Palazzo Bianco si trova in via Garibaldi, l'antica Strada Nuova, all'interno dei musei di Strada Nuova (con Palazzo Rosso e Palazzo Doria-Tursi). Gli orari, le tariffe ed eventuali biglietti cumulativi sono variabili: meglio verificarli presso le fonti ufficiali dei musei della città piuttosto che affidarsi a una cifra. L'allestimento può variare secondo le rotazioni e i prestiti; la presenza in sala di questa o quella opera qui citata non è dunque mai garantita a una data determinata. Nessun orario né tariffa è indicato di proposito.

Quiz

1. Perché la pittura fiamminga è così presente a Palazzo Bianco?

  • Perché il museo fu fondato da collezionisti belgi
  • Perché Genova, grande porto, intratteneva stretti legami mercantili con le Fiandre
  • Perché Ludovico Brea dipingeva alla maniera del Nord

2. Chi è la figura maggiore della scuola ligure del Rinascimento rappresentata nella collezione?

  • Ludovico Brea
  • Caravaggio
  • Hans Memling

3. Che cosa bisogna dire del Caravaggio conservato a Palazzo Bianco?

  • È il cuore della sezione rinascimentale ligure
  • Fu dipinto appositamente per il palazzo nel Quattrocento
  • Appartiene all'epoca barocca, posteriore al Rinascimento

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