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Musei del Rinascimento

Il Museo Civico di Sansepolcro (Piero della Francesca)

Sansepolcro

Il Museo Civico di Sansepolcro (Piero della Francesca)
sailko · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons

Vi sono luoghi in cui un pittore e la sua città si confondono al punto da non formare più che un solo nome. Sansepolcro, piccola cittadina dell'alta valle del Tevere, ai confini tra la Toscana e l'Umbria, è di questi: vi nacque, verso il 1412 secondo la tradizione, Piero della Francesca, uno degli spiriti più profondi del Quattrocento, matematico non meno che pittore, teorico della prospettiva non meno che mago della luce. Ospitato nell'antico Palazzo della Residenza — il palazzo comunale, sede medievale del potere civico —, il Museo Civico riunisce oggi le opere che il maestro lasciò nella sua città, prime fra tutte due pietre miliari assolute della pittura occidentale: l'affresco della Resurrezione e il Polittico della Misericordia. Attorno a questi capolavori gravita un fondo municipale più eterogeneo, dove convivono altri nomi del Rinascimento e della fine del XVI secolo. Ma è proprio per Piero che si varca questa soglia, e per la sensazione, rara, di contemplare i suoi dipinti là dove furono concepiti.

Sansepolcro, la città di Piero

Sansepolcro — il « Santo Sepolcro » — dovrebbe il proprio nome, secondo la leggenda locale, a due pellegrini tornati dalla Terra Santa recando reliquie del sepolcro di Cristo. Questa memoria del Sepolcro e della Resurrezione permea l'identità della città, e non la si potrebbe del tutto separare dal soggetto del suo affresco più celebre. Nel XV secolo la cittadina occupava una posizione di crocevia tra la Toscana fiorentina, l'Umbria e lo Stato pontificio: Piero della Francesca vi crebbe, vi si formò probabilmente presso botteghe locali, prima di muoversi tra Firenze, Arezzo, Rimini, Ferrara e soprattutto Urbino, alla raffinata corte di Federico da Montefeltro. Ma tornò sempre a Sansepolcro, vi ricoprì incarichi civici, vi redasse verosimilmente i suoi trattati di geometria e di prospettiva, e vi morì, si dice, nel 1492 — l'anno stesso in cui si apriva un altro mondo. Il museo, riunendo le sue opere municipali, prolunga questo legame carnale tra l'artista e la sua terra natale.

La Resurrezione

La Resurrezione, affresco eseguito secondo gli storici verso il 1460-1465, è l'opera attorno alla quale l'intero museo si organizza. Dipinta in origine per la sala del consiglio comunale, mostra il Cristo trionfante che sorge dal sepolcro, un piede posato sul bordo di pietra, il vessillo della vittoria in mano, mentre in primo piano quattro soldati di guardia dormono, abbandonati in pose di totale cedimento. La composizione è di una frontalità solenne: il corpo del Risorto, possente e grave, si iscrive in una geometria rigorosa che ne fa l'asse stesso dell'immagine. Dietro di lui, un paesaggio si divide tra alberi spogli a sinistra e una natura rinverdita a destra, come se la Resurrezione facesse bascullare il mondo dalla morte verso la vita. La luce uniforme, cristallina, la monumentalità impassibile del volto fanno di questo dipinto una meditazione non meno che un'immagine. Si ricorda spesso che Aldous Huxley la salutò come « il più bel dipinto del mondo » — giudizio soggettivo, ma che dice abbastanza del fascino che essa esercita.

Il Polittico della Misericordia

Il Polittico della Misericordia è l'opera più anticamente documentata di Piero a Sansepolcro: commissionato nel 1445 dalla confraternita della Misericordia, fu, secondo i documenti conservati, portato a termine solo molto più tardi, verso il 1460-1462, avendo l'artista a lungo interrotto il cantiere al ritmo dei suoi viaggi. Sul suo fondo d'oro alla maniera ancora gotica — imposto dal contratto — si dispiega al centro la Vergine della Misericordia, colossale, che apre il suo ampio manto azzurro per accogliere sotto i suoi lembi i fedeli inginocchiati, uomini e donne della confraternita ridotti alla scala della sua protezione. Attorno a questo pannello maestro si allineano santi a figura intera, una Crocifissione al culmine e scene della Passione nella predella. Il contrasto vi è impressionante tra l'arcaismo del fondo dorato e la presenza scultorea, quasi architettonica, delle figure: Piero vi impone già quell'umanità massiccia e silenziosa che sarà la sua firma. Il museo conserva peraltro frammenti staccati di sua mano, in particolare una figura di san Giuliano e un san Ludovico (di Tolosa), vestigia di insiemi oggi dispersi.

L'arte di Piero: prospettiva, luce e geometria

Comprendere Piero della Francesca significa ammettere che egli non dissociava la pittura dalla scienza. Autore presunto di trattati — un De prospectiva pingendisulla prospettiva, un'opera sui corpi regolari, un abaco mercantile —, concepiva il quadro come una costruzione razionale dello spazio, in cui ogni figura occupa un posto misurato. Di qui nasce l'impressione, davanti alle sue opere, di un tempo sospeso: i suoi personaggi non gesticolano, essisono, piantati in una luce diffusa e senza ombra violenta che modella i volumi con una dolcezza d'alba. Questa luce chiara, quasi mattutina, questa gravità impassibile dei volti, questo rigore geometrico che fa dialogare i corpi con l'architettura: tutto ciò fa di Piero un pittore a parte, a lungo sottovalutato, riscoperto soltanto in epoca moderna come una delle vette del Rinascimento italiano. Il museo offre la rara occasione di cogliere quest'arte là dove essa mise radici.

Gli altri fondi da distinguere

Il Museo Civico non si limita a Piero, ed è importante non confondere il suo insieme con il solo maestro. La collezione municipale riunisce altre opere, spesso posteriori: vi si ricollegano tradizionalmente nomi come Luca Signorelli, attivo nella regione, il manierista Pontormo, o ancora Santi di Tito, pittore della fine del XVI secolo anch'egli originario di Sansepolcro. Vi si aggiungono sculture, oreficerie, frammenti staccati da edifici e diverse testimonianze della storia locale. Questi fondi, di interesse ineguale, appartengono a epoche e sensibilità distinte: parecchi appartengono al manierismo o ai margini del barocco, e non vanno mescolati all'universo propriamente rinascimentale di Piero. Le attribuzioni e l'allestimento di questo insieme complementare possono variare nel corso delle campagne museografiche; li si affronterà come un contrappunto, non come il cuore della visita.

Portata

Pochi musei di questa dimensione concentrano una simile densità di genio. Il Museo Civico di Sansepolcro non è soltanto un deposito di opere: è il santuario di un pittore nella sua stessa città, il luogo in cui la Resurrezione fu dipinta per coloro che governavano la cittadina, in cui il Polittico della Misericordia rispose alla pietà di una confraternita locale. A lungo lontana dai grandi circuiti, Sansepolcro si è imposta come una tappa maggiore di ciò che talvolta si chiama il « sentiero di Piero », che collega le sue opere disperse tra Sansepolcro, Monterchi, Arezzo e Urbino. Venirvi significa misurare quanto il Rinascimento non si giocò soltanto nelle grandi capitali, ma anche in queste città di provincia dove un uomo seppe fare della geometria una forma di spiritualità.

Cosa vedere assolutamente

  • La Resurrezione, l'affresco di Piero, cuore pulsante del museo, nella sala a esso dedicata.
  • Lo sguardo diretto e grave del Cristo risorto, asse della composizione.
  • I quattro soldati addormentati in primo piano, capolavoro di pose abbandonate.
  • Il Polittico della Misericordia e la sua Vergine dal manto protettore su fondo d'oro.
  • I frammenti staccati di Piero, san Giuliano e san Ludovico.
  • Il Palazzo della Residenza stesso, palazzo comunale medievale divenuto scrigno delle opere.

Informazioni pratiche

Il museo occupa l'antico palazzo comunale, nel centro storico di Sansepolcro, in provincia di Arezzo. Gli orari di apertura e le tariffe variano a seconda delle stagioni e delle campagne museografiche: si consiglia vivamente di verificarli presso il museo o l'ufficio turistico prima di ogni visita. L'allestimento delle opere, in particolare dei fondi complementari, è suscettibile di evolvere al ritmo dei restauri e dei riallestimenti; la Resurrezione e il Polittico della Misericordia costituiscono tuttavia il cuore permanente del percorso. Si completerà volentieri la visita con una passeggiata nella città vecchia, patria del pittore, e con le altre tappe del percorso di Piero nella regione.

Quiz

Quale pittore del Rinascimento nacque a Sansepolcro e vi lasciò i suoi capolavori ? Piero della Francesca

Quale affresco di Piero, che mostra il Cristo trionfante al di sopra di soldati addormentati, è il pezzo forte del museo ? La Resurrezione

Quale opera di Piero raffigura la Vergine che apre il suo manto per proteggere i fedeli ? Il Polittico della Misericordia

Opere

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