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Musei del Rinascimento

Palazzo Bellomo (Galleria Regionale) a Siracusa

Siracusa

Palazzo Bellomo (Galleria Regionale) a Siracusa
Herbert Frank · CC BY 2.0 — Wikimedia Commons

In un vicolo del quartiere storico di Ortigia, a Siracusa, un austero palazzo di pietra dorata racchiude uno dei tesori più discreti del Rinascimento italiano. La Galleria Regionale di Palazzo Bellomo conserva l'Annunciazione dipinta nel 1474 da Antonello da Messina, uno dei pochissimi quadri del maestro rimasti in Sicilia. Attorno a quest'opera capitale, giunta però a noi in stato frammentario, il museo dispiega un percorso di pittura, scultura e arti decorative che racconta il modo in cui la Sicilia ha assimilato, a suo modo, le innovazioni della pittura fiamminga e della scultura toscana.

Ortigia e Palazzo Bellomo

Palazzo Bellomo sorge sull'isola di Ortigia, nucleo originario di Siracusa, un dedalo di strade in cui si sovrappongono le stratificazioni greca, medievale e barocca della città. L'edificio stesso illustra questa stratificazione: il suo corpo di fabbrica più antico risalirebbe all'epoca sveva (XIII secolo), con la robusta austerità di pietra che si associa al regno di Federico II. Al piano nobile, un rimaneggiamento successivo, generalmente riferito al periodo aragonese e al XV secolo, ha aperto finestre bifore di un gotico tardo venato di influssi catalani e di primi accenti rinascimentali. Questa duplice natura — basamento medievale, piano nobile più tardo — fa del palazzo un documento d'architettura a pieno titolo, prima ancora di essere uno scrigno per le collezioni.

Il nome ricorda la famiglia Bellomo, che possedette la dimora; l'edificio passò poi in altre mani prima di essere destinato, in epoca contemporanea, alla conservazione del patrimonio artistico regionale. La Galleria Regionale, dipendente dalla Regione Siciliana, vi raccoglie opere provenienti da chiese, conventi e collezioni della provincia di Siracusa, secondo una logica di salvaguardia che spiega la presenza, qui, di opere nate altrove.

L'Annunciazione di Antonello da Messina

Il cuore del museo è l'Annunciazione di Antonello da Messina, datata 1474. Un fatto essenziale da ricordare: quest'opera non è stata concepita per Siracusa. Fu dipinta per la chiesa di Santa Maria (detta dell'Annunziata) di Palazzolo Acreide, nell'entroterra siracusano, e ha raggiunto Palazzo Bellomo solo attraverso i circuiti della conservazione regionale. Il dipinto, eseguito su tavola, ci è pervenuto frammentario e assai provato: la superficie pittorica ha sofferto molto, una parte della composizione è andata perduta o si è cancellata, e i restauri successivi sono ancora leggibili. Questo stato lacunoso non ne intacca però l'importanza: è una delle rare testimonianze del maestro rimaste sulla sua isola natale.

Antonello (1430 circa - 1479) è il pittore che, meglio di ogni altro in Italia, ha compreso e diffuso le lezioni della pittura fiamminga — la tecnica a olio, la resa minuziosa della luce, la materialità delle stoffe e dei volti. In questa Annunciazione si ritrova ciò che è la sua firma: una costruzione prospettica rigorosa, erede della cultura matematica italiana, unita a una luce di una dolcezza e di una precisione tutte settentrionali. La Vergine e l'angelo si iscrivono in uno spazio architettonico in cui ogni oggetto sembra immerso in un chiarore silenzioso. Il tema dell'Annunciazione attraverserà tutta l'opera di Antonello — si pensi alla celebre Vergine Annunciata di Palermo — e la versione del 1474 ne offre uno stato anteriore, più narrativo, con i due protagonisti riuniti.

Per la storia dell'arte, quest'opera testimonia il momento in cui la Sicilia cessa di essere una periferia per diventare un centro di sintesi: attraverso Antonello, la luce di Bruges incontra la geometria della penisola.

La scultura rinascimentale: Laurana, Gagini

Alla pittura risponde, a Palazzo Bellomo, una ricca sezione di scultura che documenta la circolazione delle forme del Rinascimento nella Sicilia del XV secolo. Vi si incontra l'impronta di Francesco Laurana (attivo in Sicilia e nell'Italia meridionale, morto verso il 1502), scultore di origine dalmata le cui Madonne col Bambino dai volumi puri e dai volti levigati hanno segnato la statuaria insulare. Diverse opere qui conservate o studiate appartengono al suo ambito o alla sua maniera, a testimonianza della diffusione di un ideale di dolcezza e di semplificazione geometrica.

L'altro grande nome è quello dei Gagini, dinastia di scultori — in primo luogo Domenico Gagini e poi Antonello Gagini — che, dalla fine del XV al XVI secolo, dotò le chiese siciliane di innumerevoli Madonne, pale e statue di marmo. La loro bottega ha fissato un linguaggio a metà strada tra la grazia toscana e una sensibilità locale, e la sua produzione costituisce l'ossatura della scultura rinascimentale dell'isola. Poiché per diverse opere le attribuzioni restano oggetto di discussione, conviene parlare di opere di questi maestri, della loro bottega o della loro cerchia.

Le altre collezioni

Oltre a questo nucleo rinascimentale, la galleria presenta un percorso più ampio: dipinti medievali, tavole e fondi oro, opere dei secoli successivi, nonché una sezione di arti decorative — mobilio, oreficeria, ceramica, tessuti e piccoli oggetti liturgici — che restituisce il contesto materiale della Sicilia antica. Questo insieme eterogeneo riflette la vocazione di salvaguardia del museo, depositario di opere provenienti da edifici religiosi della regione.

Una precisazione è d'obbligo qui, per evitare una confusione frequente. Il Seppellimento di santa Lucia del Caravaggio, capolavoro barocco dipinto per Siracusa nel 1608, è rimasto a lungo associato alla città e ha potuto essere esposto temporaneamente in vari luoghi; esso non appartiene alla stratificazione rinascimentale di Palazzo Bellomo e si lega alla chiesa di Santa Lucia alla Badia. Occorre dunque fare attenzione a non confonderlo con le opere del XV secolo che sono oggetto di questa scheda.

Portata

Palazzo Bellomo non è un grande museo per numero, ma per la qualità dei suoi capisaldi. Possedere un'Annunciazione di Antonello da Messina — per quanto ferita dal tempo — basta a iscrivere il luogo sulla carta del Rinascimento europeo. Attorno a essa, la scultura di Laurana e dei Gagini compone il ritratto di una Sicilia che, lungi dall'essere in disparte, fu un crocevia dove si mescolarono gli apporti fiamminghi, toscani e meridionali. Visitare Bellomo significa comprendere che il Rinascimento non si giocò soltanto a Firenze, a Venezia o a Roma, ma anche in un'isola del Mediterraneo dove la luce trovava un pittore alla sua altezza.

Cosa vedere assolutamente

  • L'Annunciazione di Antonello da Messina (1474), pezzo maestro, da ammirare nonostante il suo stato frammentario per la sua prospettiva e la sua luce d'ispirazione fiamminga.
  • Il richiamo al fatto che questo dipinto proviene da Palazzolo Acreide: un'opera spostata, conservata qui per la sua salvaguardia.
  • Le Madonne col Bambino riferibili a Francesco Laurana o al suo ambito, dai volumi puri tipici del Rinascimento siciliano.
  • Le sculture di marmo dei Gagini (Domenico, Antonello) e della loro bottega, ossatura della statuaria insulare del XV-XVI secolo.
  • L'architettura del palazzo stesso: basamento svevo, piano aragonese del XV secolo, finestre bifore.
  • La sezione di arti decorative (mobilio, oreficeria, ceramica) che restituisce il contesto materiale della Sicilia antica.

Informazioni pratiche

Palazzo Bellomo si trova sull'isola di Ortigia, cuore storico di Siracusa (Sicilia), nella zona del Duomo, raggiungibile a piedi dalla piazza della cattedrale. Essendo il quartiere pedonale e fatto di vicoli stretti, conviene privilegiare l'accesso a piedi; il parcheggio si effettua alla periferia di Ortigia. Il museo dipende dalla Regione Siciliana. Gli orari, le tariffe e le condizioni di accesso (giorni di chiusura, presenza e collocazione effettiva delle opere in sala, campagne di restauro) sono soggetti a variazioni: si raccomanda vivamente di verificare presso il museo o le fonti ufficiali regionali prima di ogni visita. Si noti che un'opera esposta può essere temporaneamente rimossa per restauro o prestito, cosa che vale in particolare per una tavola tanto fragile quanto l'Annunciazione.

Quiz

1. Chi ha dipinto l'Annunciazione conservata a Palazzo Bellomo?

  • Il Caravaggio
  • Antonello da Messina
  • Francesco Laurana

2. Da dove proviene originariamente questa Annunciazione, prima della sua conservazione a Siracusa?

  • Da Palazzolo Acreide
  • Da Messina
  • Da Palermo

3. Quale dinastia di scultori domina la sezione rinascimentale del museo?

  • I della Robbia
  • I Gagini
  • I Pisano

Opere

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