Arroccata sul suo sperone di tufo tra le valli dell'Era e della Cecina, Volterra passa spesso per la più etrusca delle città toscane. Ma dietro le sue mura e le pietre grigie si nasconde uno dei quadri più radicali di tutto il Rinascimento italiano: la Deposizione dalla Croce di Rosso Fiorentino, dipinta nel 1521. Riunita in un elegante palazzo quattrocentesco, la Pinacoteca e Museo Civico di Volterra offre in poche sale un percorso folgorante nell'arte toscana, dal gotico internazionale al manierismo più incandescente.
Volterra e il Palazzo Minucci-Solaini
Il museo occupa il Palazzo Minucci-Solaini, al numero 1 di via dei Sarti, un raffinato palazzo di fine Quattrocento. La tradizione ne attribuisce il disegno alla cerchia dei Sangallo: le fonti locali e le schede storiche lo riconducono più spesso ad Antonio da Sangallo il Vecchio, anche se questa paternità, in assenza di documenti contrattuali noti, va accolta con prudenza. Cortile interno sobrio, ordine misurato: l'edificio illustra bene la diffusione in provincia del linguaggio architettonico fiorentino, in un'epoca in cui Volterra gravitava nell'orbita della Toscana medicea.
La collezione pubblica, dal canto suo, è più antica della sua sede attuale. Costituita a partire dal 1868 con opere provenienti da chiese e conventi soppressi, riordinata all'inizio del Novecento dal soprintendente Corrado Ricci, fu presentata dapprima nel Palazzo dei Priori con il nome di « Galleria Pittorica ». Solo nel 1982 l'insieme fu trasferito e inaugurato nel Palazzo Minucci-Solaini, dando vita al museo che si visita oggi, insieme pinacoteca e museo civico della città.
La Deposizione di Rosso Fiorentino (1521), manifesto del manierismo
Firmata e datata — RUBEUS FLOR. A.S. MDXXI —, la Deposizione dalla Croce (Deposizione) di Giovan Battista di Jacopo, detto il Rosso Fiorentino, è fin dall'origine il fulcro della collezione. Questo grande pannello (di circa 375 × 196 cm, dipinto su tavola) sarebbe stato commissionato per la cappella della Confraternita della Croce di Giorno, legata alla chiesa di San Francesco a Volterra; va ricordato che l'opera ha conosciuto diverse collocazioni nel corso dei secoli, il che spiega le indicazioni divergenti che si leggono a proposito della sua provenienza.
Ciò che colpisce fin da subito è la violenza della composizione. Attorno alla grande croce che struttura l'intera scena, alcune figure si aggrappano a tre scale poste con inclinazioni diverse per trattenere il corpo di Cristo, sul punto di precipitare. I corpi si contorcono, i volti si irrigidiscono — quello del vecchio che si sporge dalla sommità è teso come una maschera. Nessuna quiete, nessuna profondità rassicurante: Rosso racchiude il dramma in uno spazio compresso, tagliato da spigoli angolosi.
Il colore rende questo dipinto un oggetto inclassificabile per il suo tempo. Rossi acidi, rosa striduli, blu freddi si stagliano su un cielo crepuscolare uniforme, cupo e senza nuvole, più luminoso verso l'orizzonte e più denso verso l'alto, quasi ad amplificare l'angoscia. La critica vi ha riconosciuto l'espressione più esasperata dell'intera corrente anticlassica dei primi del Cinquecento: una gamma cromatica ancora più astratta di quella di Michelangelo, un modellato duro, spezzato, irto di spigoli vivi. A soli venticinque anni, Rosso Fiorentino firma qui, insieme all'amico Pontormo, uno degli atti di nascita del manierismo fiorentino.
Il Cristo in gloria di Ghirlandaio
Alla febbre di Rosso risponde la solennità misurata di Domenico Ghirlandaio. Il suo Cristo in gloria, datato 1492, è una grande pala su tavola centinata (dell'ordine di 294 × 190 cm, a tempera secondo le schede del museo), dipinta per l'abbazia di San Giusto. Spesso presentata come una delle ultime grandi realizzazioni della bottega del maestro, l'opera mostra Cristo in trono nella luce celeste, circondato da santi e da un donatore inginocchiato. Vi si ritrovano la chiarezza narrativa, il gusto della decorazione e la rifinitura curata che valsero a Ghirlandaio il favore dei committenti fiorentini — un'arte dell'equilibrio, all'esatto opposto della tensione del vicino Rosso.
I Signorelli
Il Rinascimento umbro-toscano è rappresentato da due tavole di Luca Signorelli, entrambe datate 1491. La Madonna in trono col Bambino e santi e l'Annunciazione testimoniano la potenza plastica dell'artista di Cortona, formatosi nel solco di Piero della Francesca. L'Annunciazione, tavola centinata di grande formato (attorno ai 282 × 205 cm secondo le misure pubblicate), gioca abilmente su una loggia aperta in prospettiva che scandisce la composizione e separa l'angelo dalla Vergine. Rigore geometrico, figure scultoree, gusto per l'architettura dipinta: Signorelli vi preannuncia già la monumentalità che dispiegherà presto negli affreschi del Giudizio Universale a Orvieto.
La collezione
Al di là di questo terzetto di vertici, la Pinacoteca dispiega un percorso coerente nella pittura toscana, con nomi come Taddeo di Bartolo e opere senesi, fiorentine e pisane raccolte in occasione delle soppressioni religiose dell'Ottocento. Divenuto museo civico, l'istituto conserva anche sculture, ceramiche, medaglie e monete, riflesso della storia della città. L'insieme si visita volentieri in abbinamento al Museo Etrusco Guarnacci e al Museo d'Arte Sacra, nell'ambito della rete dei musei di Volterra.
Cosa vedere assolutamente
- La Deposizione di Rosso Fiorentino (1521): il clou della visita, uno dei quadri più audaci del Rinascimento, da osservare a lungo per i suoi colori acidi e i corpi disarticolati.
- Il Cristo in gloria di Ghirlandaio (1492): la serenità classica in contrappunto, in una grande pala dorata di luce.
- L'Annunciazione e la Madonna col Bambino di Signorelli (1491): la lezione di prospettiva e di plasticità di un maestro umbro.
- Il Palazzo Minucci-Solaini stesso: una bella testimonianza dell'architettura civile del Quattrocento toscano.
Informazioni pratiche
- Dove: Pinacoteca e Museo Civico di Volterra, Palazzo Minucci-Solaini, via dei Sarti 1, Volterra (provincia di Pisa, Toscana).
- Biglietto: l'accesso è generalmente a pagamento, con formule di biglietto cumulativo che danno accesso anche al Museo Etrusco Guarnacci e al Museo d'Arte Sacra. Tariffe e condizioni cambiano nel tempo: da verificare prima della visita.
- Orari: variabili a seconda della stagione. Si consiglia di consultare il sito ufficiale dei musei di Volterra e l'ufficio turistico per i giorni e gli orari di apertura aggiornati.
- Consiglio: organizzare la visita combinando i tre musei comunali; Volterra si percorre a piedi, essendo la città alta in gran parte pedonale.
(Informazioni pratiche fornite a titolo indicativo; orari e tariffe sono da confermare presso le fonti ufficiali prima di ogni spostamento.)
Quiz
- Chi ha dipinto la celebre Deposizione dalla Croce conservata a Volterra, nel 1521?
- Pontormo
- Rosso Fiorentino
- Domenico Ghirlandaio
- In quale palazzo di fine Quattrocento è ospitata la Pinacoteca dal 1982?
- Il Palazzo dei Priori
- Il Palazzo Minucci-Solaini
- Il Palazzo Pretorio
- A quale grande corrente artistica è associata la Deposizione di Rosso Fiorentino?
- Il gotico internazionale
- Il manierismo fiorentino
- Il barocco

