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Musei del Rinascimento

La Pinacoteca Comunale di Città di Castello

Città di Castello

La Pinacoteca Comunale di Città di Castello
sailko · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons

Annidata nell'alta Valle del Tevere, ai confini tra Umbria, Toscana e Marche, Città di Castello fu, sul finire del Quattrocento, un centro artistico dove il giovanissimo Raffaello e Luca Signorelli lasciarono opere di primo piano. La Pinacoteca Comunale, ospitata nel sontuoso Palazzo Vitelli alla Cannoniera, è oggi considerata la seconda raccolta di pittura della regione dopo la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Palazzo a sgraffiti, gonfalone processionale di Raffaello, martirio di san Sebastiano di Signorelli, presenza di Raffaellino del Colle e di Ghirlandaio: il museo condensa una porzione essenziale del Rinascimento umbro e tiberino.

Città di Castello e i Vitelli

L'antica Tifernum Tiberinum romana, divenuta Città di Castello nel Medioevo, prosperò grazie alla sua posizione di crocevia sul Tevere. Nel Quattrocento e nel Cinquecento la città fu dominata dalla famiglia Vitelli, dinastia di condottieri che vi esercitò una signoria di fatto pur mettendosi al servizio delle grandi potenze italiane. Niccolò Vitelli, e poi i suoi discendenti — tra i quali Vitellozzo, Paolo e Alessandro Vitelli — costruirono il proprio potere sul mestiere delle armi.

Questo mecenatismo guerriero ebbe un risvolto fastoso: i Vitelli riempirono la città di palazzi, molti dei quali sopravvivono (Palazzo Vitelli a Sant'Egidio, Palazzo Vitelli in Piazza, Palazzo Vitelli alla Cannoniera). Come i Montefeltro nella vicinissima Urbino, essi attirarono artisti e commissioni che fecero di questa città della Valle Tiberina un luogo d'incontro delle influenze umbra, toscana e urbinate. È in questo contesto che nacquero i capolavori oggi raccolti nella pinacoteca, fondata all'inizio del Novecento per accogliere il patrimonio disperso delle chiese e delle confraternite cittadine.

Il Palazzo Vitelli alla Cannoniera e i suoi sgraffiti

La sede del museo è essa stessa un'opera di primo piano. Edificato nella prima metà del Cinquecento per Alessandro Vitelli e la sua consorte, il Palazzo Vitelli alla Cannoniera deve il nome ai pezzi d'artiglieria che la famiglia vi avrebbe custodito. Il progetto architettonico è tradizionalmente ricondotto all'ambito di Antonio da Sangallo il Giovane, con l'intervento di ingegneri militari attivi al servizio dei Vitelli.

La facciata sul giardino è celebre per la sua decorazione a sgraffito — tecnica che consiste nell'incidere un intonaco chiaro su un fondo scuro per disegnare grottesche, figure e girali. Questi decori, insieme a diversi soffitti e sale affrescate all'interno, sono legati al cantiere di Giorgio Vasari e del suo fedele collaboratore umbro Cristofano Gherardi, detto il Doceno, originario di Borgo San Sepolcro. Il percorso di visita attraversa così sale decorate in cui architettura, pittura murale e arredo compongono uno scrigno rinascimentale coerente, raro esempio di residenza signorile conservata con il suo apparato ornamentale.

Il giovane Raffaello e il Gonfalone della Trinità

Città di Castello occupa un posto singolare nella biografia di Raffaello (1483-1520): la città gli affidò, ancora adolescente, alcune delle sue primissime commissioni. Il museo conserva il Gonfalone (o Stendardo) della Santissima Trinità, insegna processionale dipinta su entrambe le facce, generalmente datata attorno al 1499-1500 e commissionata, secondo la tradizione, da una confraternita in occasione di un'epidemia di peste. Vi si vede, da un lato, la Trinità con i santi protettori contro il flagello — san Sebastiano e san Rocco —, dall'altro la Creazione di Eva. Malgrado lo stato frammentario e consunto, l'opera testimonia la formazione del giovane pittore nella scia del Perugino.

Altre commissioni tifernati di Raffaello hanno invece lasciato la città: la Pala Baronci(Incoronazione di san Nicola da Tolentino), la sua prima commissione documentata, fu gravemente danneggiata da un terremoto alla fine del Settecento e smembrata; laCrocifissione Mondsi trova oggi alla National Gallery di Londra; il celebreSposalizio della Vergine, dipinto per la chiesa di San Francesco, è conservato alla Pinacoteca di Brera a Milano. La presenza, nella pinacoteca stessa, di un gonfalone di sua mano fa di Città di Castello una tappa imprescindibile per comprendere gli esordi del maestro urbinate.

Luca Signorelli

Contemporaneo e rivale d'influenza, Luca Signorelli (1450 ca.-1523), originario della vicina Cortona, segnò a lungo la vallata. Il museo conserva un gonfalone dedicato al martirio di san Sebastiano, opera potente in cui si legge il suo gusto per l'anatomia, il movimento e la rigorosa costruzione dello spazio, qualità che culmineranno nei suoi affreschi di Orvieto. Accanto a questo gonfalone, la raccolta riunisce diversi dipinti e frammenti riferiti al maestro e alla sua bottega, testimoni della sua intensa attività nell'alta Valle del Tevere. Il confronto, sotto uno stesso tetto, tra il giovane Raffaello ancora peruginesco e il Signorelli più aspro e scultoreo offre al visitatore una sintesi folgorante di due vie del Rinascimento centro-italiano.

Raffaellino del Colle e Ghirlandaio

La pinacoteca documenta anche la generazione successiva e l'irradiazione dello stile raffaellesco. Raffaellino del Colle (1490 ca.-1566), nato presso Sansepolcro e formatosi accanto a Raffaello e poi a Giulio Romano a Roma, fu uno dei principali tramiti del manierismo raffaellesco nella regione; diverse sue opere, contraddistinte da composizioni equilibrate e da un colorito raffinato, vi sono esposte.

Il museo conserva inoltre un prezioso reliquiario dipinto tradizionalmente riferito a Domenico Ghirlandaio e alla sua bottega fiorentina, piccolo tabernacolo ornato di figure che illustra la raffinatezza dell'oreficeria pittorica del Quattrocento. Come per altri pezzi antichi, l'attribuzione e la datazione restano oggetto di discussione erudita: le si riporterà dunque con prudenza, essendo l'essenziale la qualità e la rarità dell'insieme.

La scuola: una sintesi del Rinascimento tiberino

Al di là di queste vette, il percorso riunisce un florilegio di artisti attivi tra il Trecento e il Cinquecento: maestri umbri e toscani, sculture e terrecotte invetriate dell'ambito robbiano, oreficeria, arredi e gonfaloni liturgici. La coerenza geografica della collezione — in larga parte proveniente dalle chiese e dalle confraternite della città e del suo territorio — ne fa un osservatorio privilegiato degli scambi tra le scuole umbra, toscana e urbinate. Vi si segue il passaggio dallo stile bizantineggiante e gotico alle innovazioni del Rinascimento, fino alle inflessioni manieriste della metà del Cinquecento.

Cosa vedere assolutamente

  • Il Gonfalone della Santissima Trinità di Raffaello, insegna giovanile dipinta su entrambe le facce.
  • Il gonfalone del Martirio di san Sebastiano di Luca Signorelli, brano di anatomia e di movimento.
  • Il reliquiario riferito a Domenico Ghirlandaio e alla sua bottega.
  • Le opere di Raffaellino del Colle, tramite dello stile raffaellesco nella vallata.
  • Le facciate a sgraffito del Palazzo Vitelli alla Cannoniera e le sue sale affrescate (cantiere Vasari / Cristofano Gherardi).
  • Le terrecotte invetriate e gli arredi rinascimentali che completano il percorso.

Informazioni pratiche

La Pinacoteca Comunale occupa il Palazzo Vitelli alla Cannoniera, a Città di Castello (provincia di Perugia, Umbria), a breve distanza dal centro storico. La città è facilmente raggiungibile da Perugia, Arezzo e dalla Valle del Tevere. Il museo si inserisce in una rete museale locale che comprende, tra l'altro, collezioni d'arte moderna e antiche botteghe cittadine; è consigliata una visita combinata con gli altri palazzi Vitelli e con le chiese del centro.

Poiché orari, tariffe ed eventuali chiusure stagionali cambiano di frequente, conviene verificarli prima di ogni visita presso le fonti ufficiali: il sito del Comune di Città di Castello, l'ufficio del turismo dell'Umbria e le pagine dedicate alla rete museale della città. Allo stesso modo si confermeranno le condizioni d'accesso (biglietto cumulativo, visite guidate, accessibilità) direttamente presso il museo.

Quiz

1. In quale palazzo ha sede la Pinacoteca Comunale di Città di Castello?

  • Il Palazzo Ducale
  • Il Palazzo Vitelli alla Cannoniera
  • Il Palazzo dei Priori

2. Quale opera giovanile di Raffaello conserva la pinacoteca?

  • Lo Sposalizio della Vergine
  • Il Gonfalone della Santissima Trinità
  • La Crocifissione Mond

3. Quale decorazione rende celebre la facciata sul giardino del palazzo?

  • Un mosaico bizantino
  • Una decorazione a sgraffito (cantiere Vasari / Gherardi)
  • Un rivestimento di marmi policromi

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