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Musei del Rinascimento

Cenacolo di Fuligno

Firenze

Cenacolo di Fuligno
sailko · CC BY 2.5 — Wikimedia Commons

In una via appartata del quartiere di San Lorenzo, a due passi dal Mercato Centrale di Firenze, si nasconde una delle testimonianze più delicate della pittura umbra in Toscana. Dalla strada il Cenacolo di Fuligno non promette nulla di clamoroso: una porta, un corridoio, e poi all'improvviso un antico refettorio in cui un'intera parete si apre su un'Ultima Cena immersa nella luce. Lontano dalla forza drammatica di un Castagno o dalla teatralità di un Ghirlandaio, qui si respira una dolcezza, una serenità, un senso dello spazio che portano la firma di un maestro d'Umbria: Pietro Vannucci, detto il Perugino. Il luogo, a lungo poco noto, appartiene a quella costellazione di «cenacoli» fiorentini che fanno della città un museo quasi a cielo aperto dell'iconografia della Cena.

Il refettorio e la sua Cena

Il nome del luogo viene dal convento che lo ospitava. Si trattava del refettorio delle terziarie francescane insediate nel monastero di Sant'Onofrio, detto «di Foligno» (poi corrotto in «Fuligno» alla fiorentina), perché la comunità sarebbe giunta dalla città umbra di Foligno. Come in ogni convento, il refettorio — la sala dei pasti in comune — era il luogo naturale per raffigurare l'Ultima Cena: l'immagine dell'ultimo pasto di Cristo accompagnava, parete dopo parete, quello delle religiose.

L'affresco occupa l'intera larghezza di una parete. Cristo siede al centro di una lunga tavola apparecchiata di bianco, circondato dai dodici apostoli disposti ai due lati. Giuda, secondo la tradizione, resta isolato al di qua della mensa, separato dal gruppo. Ma l'emozione non nasce soprattutto dalla tensione narrativa: nasce dallo sfondo. Dietro la sala del banchetto una serie di arcate si apre su un paesaggio umbro luminoso — colline morbide, alberelli esili, un cielo terso e profondo, architetture lievi che si perdono nell'atmosfera. Questo modo di respirare la scena attraverso uno squarcio di paesaggio, questa luce argentea, questi volti dai lineamenti regolari e come pacificati sono tipici del mondo peruginesco, dove il sentimento religioso si esprime attraverso la quiete più che attraverso il pathos.

Sopra la Cena, entro una lunetta, compare una scena della Passione — tradizionalmente identificata come una Preghiera nell'orto degli ulivi o un'Orazione nell'orto, che prolunga verso l'alto il racconto dell'ultima sera di Cristo.

Il Perugino, la sua bottega e la questione attributiva

L'attribuzione dell'opera ha fatto discutere a lungo. Riscoperto nell'Ottocento, l'affresco fu dapprima assegnato con entusiasmo al giovane Raffaello, allievo e collaboratore del Perugino. L'ipotesi era seducente: la dolcezza dei volti, l'eleganza dei panneggi, l'equilibrio della composizione richiamavano irresistibilmente lo spirito raffaellesco degli esordi. Questa attribuzione lusinghiera ha segnato a lungo la fama del luogo e si ritrova ancora in vecchie pubblicazioni.

La critica del Novecento è tornata a una lettura più prudente. Il consenso odierno riconosce in questa Cena un'opera di Pietro Perugino e della sua bottega, eseguita negli ultimi anni del Quattrocento — la datazione precisa resta discussa, e si evoca spesso la fine degli anni 1490 o lo scorcio del secolo. La parte esatta della mano del maestro e quella dei collaboratori restano difficili da distinguere: la bottega del Perugino, vastissima e produttiva, diffondeva un linguaggio formale così coerente che separare il maestro dai suoi aiuti risulta particolarmente arduo. Ci si può limitare a osservare che l'opera appartiene pienamente all'orbita peruginesca e che l'antica attribuzione a Raffaello, per quanto allettante, non è più sostenuta.

Questo andirivieni di attribuzioni non ha nulla di eccezionale per l'epoca: la vicinanza stilistica tra il Perugino e il primo Raffaello ha alimentato numerose confusioni, e il Cenacolo di Fuligno ne è uno degli esempi più celebri a Firenze.

La tradizione dei cenacoli fiorentini

Il Cenacolo di Fuligno acquista tutto il suo senso solo se ricollocato in una serie. Firenze possiede infatti un insieme notevole di refettori conventuali ornati da grandi Ultime Cene murali, scaglionate su quasi due secoli, che compongono un vero e proprio percorso attraverso la storia dell'affresco toscano.

Vi si incontrano i grandi caposaldi del genere: il Cenacolo di Sant'Apollonia, straordinario, di Andrea del Castagno (attorno al 1447); il Cenacolo di Ognissanti e quello di San Marco di Domenico Ghirlandaio; il Cenacolo di Santo Spirito attribuito ad Andrea Orcagna; il Cenacolo di San Salvi di Andrea del Sarto, capolavoro del pieno Cinquecento. Il Cenacolo di Fuligno si inserisce in questa stirpe aggiungendovi una nota singolare: l'unica grande Cena fiorentina di sensibilità propriamente umbra, un contrappunto tutto di dolcezza al realismo toscano circostante.

Questa concentrazione non è casuale. La Cena era il tema d'obbligo del refettorio, e ogni convento voleva la sua; le committenze si distribuirono su generazioni, chiamando in causa le migliori botteghe di ciascuna epoca. Visitare oggi questi cenacoli equivale a percorrere un museo disperso della pittura murale, di cui Fuligno costituisce una tappa insieme modesta e preziosa.

Cosa vedere assolutamente

  • La grande Ultima Cena murale: Cristo al centro, gli apostoli allineati e Giuda isolato in primo piano.
  • Lo sfondo paesaggistico: le arcate aperte sulle colline umbre, la luce chiara e l'atmosfera ariosa, marchio dello stile del Perugino.
  • I volti sereni e i panneggi eleganti, che un tempo fecero pensare al giovane Raffaello.
  • La lunetta superiore con la scena della Passione (Preghiera/Orazione nell'orto) che corona la composizione.
  • L'atmosfera del refettorio stesso: la scala della sala conventuale, da ricollocare nella serie dei cenacoli fiorentini.

Informazioni pratiche

Il Cenacolo di Fuligno si trova nel quartiere di San Lorenzo, a breve distanza dal Mercato Centrale e dalla stazione di Santa Maria Novella. Fa parte dei musei statali fiorentini. L'accesso è spesso limitato: la sede non è sempre aperta con continuità e può essere visitabile solo in determinate fasce orarie, su prenotazione o in occasione di aperture straordinarie. Si consiglia vivamente di verificare in anticipo le modalità di accesso e di prenotazione presso le istituzioni museali fiorentine prima di recarsi sul posto. (Orari non precisati in questa scheda, da confermare presso le fonti ufficiali.)

Quiz

1. A chi è oggi attribuita l'Ultima Cena del Cenacolo di Fuligno?

  • Ad Andrea del Castagno
  • A Pietro Perugino e alla sua bottega
  • A Domenico Ghirlandaio

2. A quale grande artista fu a lungo attribuito per errore questo affresco?

  • A Leonardo da Vinci
  • A Raffaello
  • A Michelangelo

3. Che cosa distingue soprattutto lo stile di questa Cena?

  • Uno sfondo paesaggistico luminoso e un'atmosfera serena
  • Una composizione cupa e drammatica
  • La totale assenza di ambientazione

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