Nata come edificio amministrativo voluto da Cosimo I de' Medici, la Galleria degli Uffizi è oggi il santuario della pittura rinascimentale. Sotto i suoi soffitti a grottesche si dispiega, sala dopo sala, il racconto stesso della "rinascita" dell'arte occidentale: dall'oro bizantino di Cimabue alla luce di Leonardo, passando per la Nascita di Venere di Botticelli. Nessun altro luogo condensa con altrettanta coerenza il passaggio dalla maniera medievale alla pittura moderna.
Da palazzo degli uffici a museo
La storia comincia nel 1560. Cosimo I de' Medici, primo granduca di Toscana, incarica il suo artista e uomo di fiducia Giorgio Vasari di edificare un vasto complesso destinato a riunire in un solo luogo gli uffizi, cioè le magistrature e le amministrazioni dello Stato fiorentino. Da qui il nome, prosaico, di un luogo oggi tra i più prestigiosi al mondo.
Il Vasari concepisce un edificio a ferro di cavallo: due lunghe ali affacciate su una strada-piazza che si apre da un lato sul Palazzo Vecchio, dall'altro sull'Arno. L'architettura, sobria e scandita da un ordine continuo di pilastri e colonne, è un manifesto discreto del Manierismo fiorentino: la ripetizione seriale delle campate genera una prospettiva sorprendente verso il fiume, quasi un cannocchiale urbano. Il Vasari muore nel 1574, prima del completamento; Bernardo Buontalenti e Alfonso Parigi il Vecchio proseguono il cantiere fino al 1581.
Fin dall'origine il piano superiore riceve una funzione particolare. Francesco I de' Medici, figlio di Cosimo, vi allestisce una galleria per esporre i capolavori e le antichità di famiglia, e fa decorare dal Buontalenti la celebre Tribuna, sala ottagonale con cupola incrostata di madreperla, scrigno dei pezzi più preziosi. Gli Uffizi diventano così, molto presto, un luogo di collezione tanto quanto di amministrazione.
L'eredità dei Medici e l'apertura al pubblico
La raccolta si arricchisce per due secoli grazie al mecenatismo mediceo. Il suo destino si decide nel 1743: Anna Maria Luisa de' Medici, ultima erede della dinastia, firma il Patto di famiglia con cui lascia alla città di Firenze l'intero patrimonio artistico dei Medici, a condizione che non lasci mai la Toscana. È un accordo lungimirante, che àncora per sempre le collezioni alla città. La galleria apre ufficialmente al pubblico nel 1769, e figura così tra i primissimi musei moderni d'Europa.
L'edificio conserva inoltre una traccia della vita di corte: il Corridoio Vasariano, passaggio sopraelevato costruito nel 1565 per collegare il Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti scavalcando il Ponte Vecchio, permetteva ai Medici di spostarsi senza mescolarsi alla folla.
Il percorso del Rinascimento, sala dopo sala
La forza degli Uffizi sta nella coerenza del suo racconto. Vi si segue la nascita della pittura moderna in un ordine quasi didattico, come sfogliando un libro dipinto.
Le prime sale mettono a confronto l'oro medievale di Cimabue, Duccio e Giotto, con le tre grandi Maestà poste l'una di fronte all'altra: si vede letteralmente entrare nella pittura la profondità e l'emozione. Seguono il Quattrocento e le sue conquiste: la prospettiva di Paolo Uccello (Battaglia di San Romano), la grazia del Beato Angelico e di Filippo Lippi, i ritratti di profilo di Piero della Francesca (il dittico dei duchi di Urbino), incisi come medaglie antiche.
Il cuore pulsante del museo resta la sala di Botticelli, dove convivono due icone assolute: la Nascita di Venere e la Primavera, allegorie neoplatoniche dipinte per l'ambiente mediceo, vertici della mitologia pagana ritrovata. Poco distante, l'Adorazione dei Magi incompiuta di Leonardo da Vinci e la sua giovanile Annunciazione mostrano l'invenzione dello sfumato, la dissoluzione dei contorni nell'aria.
L'Alto Rinascimento dispiega quindi i suoi maestri: il Tondo Doni di Michelangelo, unica pittura su tavola compiuta e conservata dell'artista; le Madonne e i ritratti di Raffaello; e il grande protagonista veneziano, Tiziano, la cui Venere di Urbino (1538) fissa per secoli il canone del nudo disteso. Le sale successive accolgono il Manierismo (Pontormo, Bronzino, il Parmigianino con la sua Madonna dal collo lungo) e la pittura europea (Dürer, Cranach e, più avanti, Caravaggio e Rembrandt).
Cosa vedere assolutamente
- La Nascita di Veneree laPrimavera di Botticelli — il manifesto del Rinascimento mitologico.
- L'Annunciazionee l'Adorazione dei Magi di Leonardo — il laboratorio del giovane genio.
- Il Tondo Doni di Michelangelo — la sua unica pittura da cavalletto.
- La Venere di Urbino di Tiziano — l'invenzione del nudo moderno.
- La Tribuna del Buontalenti — lo scrigno ottagonale dei Medici.
Un crocevia europeo
Gli Uffizi non raccontano soltanto Firenze: raccontano l'Europa. Già nel Settecento le collezioni attirarono artisti e viaggiatori del Grand Tourgiunti da Francia, Inghilterra e Germania per copiare i maestri, tanto che la galleria divenne una scuola a cielo aperto del gusto classico europeo. Ed è proprio qui, davanti a Botticelli e a Leonardo, che si è in larga parte formata l'idea moderna di "Rinascimento": quel concetto che il Vasari, architetto del luogo, aveva contribuito a coniare nelle sueVite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori.
Informazioni pratiche
Piazzale degli Uffizi, nel cuore del centro storico di Firenze, tra Piazza della Signoria e l'Arno. È uno dei musei più visitati d'Italia (nell'ordine dei 4-5 milioni di visitatori all'anno): la prenotazione di una fascia oraria è vivamente consigliata per evitare lunghe code, soprattutto in alta stagione.
Quiz
- Perché il museo si chiama "Uffizi"?
- a) Dal nome della famiglia Uffizi
- b) Perché l'edificio ospitava gli uffici (uffizi) dell'amministrazione toscana
- c) In riferimento agli uffici religiosi
- Quale artista progettò l'edificio per Cosimo I de' Medici?
- a) Brunelleschi — b) Giorgio Vasari — c) Michelangelo
- Quale opera di Botticelli è conservata agli Uffizi?
- a) La Gioconda — b) La Nascita di Venere — c) L'Ultima Cena

